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Previdenza giornalisti: l'Inpgi è in salute e ha un patrimonio di oltre un miliardo di euro

  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Una buona notizia per i giornalisti, una rarità negli ultimi anni, arriva dall'Inpgi. Sul sito dell'ente previdenziale dei giornalisti autonomi, parasubordinati e liberi professionisti c'è scritto che il Consiglio di indirizzo generale ha approvato il bilancio di assestamento 2025 e il bilancio previsionale 2026, confermando un andamento positivo della gestione. I dati aggiornati mostrano una crescita solida e costante del patrimonio, che al 31 agosto 2025 supera 1 miliardo e 179 milioni di euro, un incremento del 18,6 per cento rispetto al 2024. Parallelamente, il dato previsto al 2026 sfiorerà 1 miliardo e 361 milioni.


E qui bisogna fare un inciso: l'Inpgi di cui si parla è quello che, fino a qualche anno fa, era conosciuto come Inpgi 2, sostanzialmente una cassa parallela riservata ai liberi professionisti, ai parasubordinati e agli autonomi. L'Inpgi di una volta, soffocato dalle uscite crescenti e dalle entrate decrescenti, è confluito nell'Inps. Quindi, ora gran parte dei giornalisti professionisti percepisce la pensione Inps, mentre i professionisti che hanno optato per la ricongiunzione la percepiscono dall'Inpgi.

IL TREND

Aumento consistente delle ricongiunzioni Legge 45 del 1990, stabili i contributi di freelance e parasubordinati


L’assestamento 2025 dell'Inpgi registra un avanzo economico di 185 milioni di euro, mentre il previsionale 2026 conferma un risultato molto vicino, pari a oltre 181,6 milioni. Si tratta di dati che consolidano un trend di forte equilibrio economico e che riflettono sia l’andamento particolarmente favorevole della gestione patrimoniale sia l’aumento consistente dei contributi non obbligatori dovuti in particolare alle ricongiunzioni (Legge 45 del ’90) con i contributi obbligatori di freelance e parasubordinati sostanzialmente stabili. Nel 2025, infatti, la contribuzione complessiva — tra lavoro professionale, collaborazioni e ricongiunzioni — raggiunge 205,9 milioni di euro, un valore superiore di oltre 67 milioni rispetto al 2024. Anche le prestazioni risultano in aumento, con un totale di 24,1 milioni nel 2025 e una crescita prevista soprattutto sul fronte delle pensioni IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti), che raggiungono i 20,5 milioni. L’aumento del numero delle prestazioni, tuttavia, non compromette l’equilibrio complessivo della gestione, che continua a presentare un saldo ampiamente positivo tra entrate contributive e prestazioni erogate, garantendo così capacità programmatoria e sostenibilità di lungo periodo.


"L’Inpgi, nella configurazione attuale, si conferma una gestione previdenziale solida, stabile e capace di guardare con fiducia alle sfide future", c'è scritto sul sito. "La crescita del patrimonio, l’avanzo rilevante e la regolarità degli andamenti economici dimostrano che l’Istituto è pienamente in grado di garantire tutela e sicurezza ai giornalisti autonomi, parasubordinati e liberi professionisti, una categoria sempre più centrale nella trasformazione del mercato del lavoro dell’informazione. In un contesto segnato da precarietà, trasformazioni tecnologiche e difficoltà strutturali del settore editoriale, l’Inpgi continua a rappresentare un presidio essenziale di protezione sociale e una garanzia per migliaia di lavoratrici e lavoratori che fanno i conti ancora con compensi troppo bassi che, come segnala il Cda nella relazione sul bilancio, necessitano della determinazione di un Equo compenso per i giornalisti non dipendenti".

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