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Dati Ads: male i quotidiani locali, piccoli miglioramenti per Il Corriere e La Repubblica

  • 18 mar
  • Tempo di lettura: 2 min


Inizio anno in chiaroscuro per i quotidiani cartacei. Sono arrivati piccoli segnali positivi dalle due maggiori testate, Il Corriere della Sera e La Repubblica, e segnali negativi dai giornali locali. In provincia c'è una generale flessione ma, se consideriamo il trend negativo degli ultimi 10 anni, possiamo tranquillamente usare l'aggettivo inesorabile.


Cominciamo dalle note liete, piccole a dire il vero: Il Corriere della Sera è passato da 100.660 copie di dicembre a 101.491 copie nel primo mese del 2026. La Repubblica ha fatto leggermente meglio (55.886 contro 53.769). Il tutto lo si evince dai dati Ads Accertazione Diffusione Stampa. La voce presa in esame è Vendite individuali cartacee, un faro puntato sulle rivendite, o meglio le edicole che, purtroppo, stanno chiudendo in tutte le città. Sulla crisi dei quotidiani si è scritto tutto e il contrario di tutto. La certezza, ahinoi, è che quanto fatto finora per arginare la crisi non è servito.


Facciamo un focus sui quotidiani locali, una volta punto di riferimento di interi territori, provinciali se non regionali, e adesso semplici voci tra le tante. Per la categoria dei quotidiani regionali, prendiamo La Nuova Sardegna e Il Centro. La storica testata di Sassari ha venduto a gennaio 12.492 copie (12.819 a dicembre), che sono poche ma sembrano un'enormità rispetto a quelle vendute dal quotidiano abruzzese, ridotto a 5.276 copie (5.293 a dicembre). Il Centro è ai minimi storici.


Due testate del Nord fortemente radicate alle città di appartenenza, Bergamo e Mantova, stanno meglio rispetto ai giornali del Sud, ma non hanno nulla da festeggiare perché anche per loro i numeri sono modesti rispetto al passato. L'Eco di Bergamo a gennaio è sceso a 9.306 copie (9.439) e La Gazzetta di Mantova, quotidiano con oltre 400 anni di vita, si è attestato a 7.153 (7.389). Va detto che nelle province di Bergamo e Mantova si vendono più quotidiani che nell'intero Abruzzo.


Non possono ridere La Gazzetta del Sud di Messina e La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari: insieme arrivano appena a 10mila copie vendute al giorno. La Gazzetta del Sud è ferma a 5.449 copie (5.605) e il quotidiano di Bari è precipitato a 4.552 (4.584).

Ed eccoci nelle Marche, dove c'è un altro giornale storico, Il Corriere Adriatico: i numeri dicono 5.933 copie a gennaio e 5.994 a dicembre. Stabile la situazione Reggio Emilia, dove si festeggia il quarantennale della Gazzetta con 3.972 copie (erano 3974 a dicembre). Nel profondo nord, Il Giornale di Brescia ha guadagnato qualche copia nel passaggio dell'anno: 8.477 contro 8.383.


A dirla tutta, non si ride in nessuna redazione perché il calo delle vendite e delle entrate pubblicitarie, ha generato calo occupazionale, crisi della previdenza e una evidente perdita di prestigio delle testate. Il vero dramma è che non si vede e neppure si intravede la fine della crisi.


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