Pensioni pagate all'estero, la verità dell'Inps: "Sono meno di 675mila perché i media le hanno confuse con il totale dei trattamenti in regime internazionale"
- 9 mar
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Tutta colpa dei giornalisti. Questa volta, tra il serio e il faceto, possiamo dirlo. Anzi, lo dice l'Inps, con un comunicato stampa. L'argomento è quello delle pensioni pagate dall'Istituto di previdenza all'estero: non sono 675mila, come riportato dai media, nei giorni scorsi, anche con toni allarmistici. Questo numero riguarda il complesso delle pensioni in regime internazionale, quindi pagate sia all'estero che in Italia.
"Negli ultimi giorni, numerosi organi di stampa hanno pubblicato dati relativi alle pensioni pagate dall’Inps all’estero, riportando in modo non corretto alcune informazioni presenti in una relazione esposta dall’Istituto nel corso di una recente audizione al Senato, si legge nella nota emessa dall'Inps. "In particolare, è stata diffusa la notizia secondo cui, nel 2025, l’Inps avrebbe corrisposto 675mila pensioni all’estero. L’Inps precisa che il dato di 675mila rappresenta il numero totale delle pensioni in regime internazionale pagate sia all'estero che in Italia.
Le pensioni in regime internazionale sono pensioni definite totalizzando, cioè sommando gratuitamente, i periodi assicurativi maturati in Italia con quelli maturati in Stati dell’Unione europea/SEE/Svizzera o nel Regno Unito o in Stati extracomunitari che hanno stipulato con l’Italia Accordi o Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, che prevedono la totalizzazione internazionale dei periodi assicurativi. Le pensioni in regime nazionale, invece, sono definite sulla base di soli contributi versati in Italia. Tanto premesso, si precisa che il totale dei pensionati, sia in regime internazionale che in regime nazionale, che hanno ricevuto pagamenti all’estero nel 2025 è pari a circa 340mila (tale dato tiene conto anche dei pagamenti una tantum o per periodi inferiori all'intero anno). Con l'occasione si segnala inoltre che, con la circolare n.22, del 3 marzo 2026, l’Istituto fornisce le informazioni che riguardano i dipendenti, sia del settore pubblico che privato, impegnati all'estero in progetti di cooperazione internazionale attraverso ONG, enti del terzo settore e altri soggetti senza scopo di lucro riconosciuti dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Per i periodi pregressi con versamenti errati, è prevista una procedura di regolarizzazione con soli interessi legali, a condizione che i flussi correttivi vengano inviati entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare e i versamenti effettuati nei 30 giorni successivi".


