ZTE Italia, 81 licenziamenti malgrado la crescita di fatturato nel 2025

La crisi inizia a mordere. La multinazionale cinese delle telecomunicazioni ZTE, acronimo di Zhongxing Telecommunication Equipment, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 81 dei suoi 177 dipendenti in Italia, quindi quasi la metà dei dipendenti nel Bel Paese. Il fatturato globale di Zte è stato di 133,90 miliardi di yuan (circa 18 miliardi di euro) nell'esercizio 2025 e ha rappresentato il record assoluto per l'azienda di Shenzhen, il cui nome, tradotto in italiano, significa Prosperità della Cina o Rinascita cinese. Il fatturato Italia di ZTE, sempre nel 2025, è stato di 280.632.099 euro, con una crescita del 15,8% sull'anno precedente. E allora perché i tagli? Si tratta di un paradosso, certo, ma richiama la crisi strutturale del settore delle telecomunicazioni in Italia, appesantita dal calo generale degli investimenti sulle infrastrutture 5G e dalla dipendenza dell'azienda da singoli committenti storici come WindTre.
Il piano di ristrutturazione di ZTE:
Chiusura di 4 sedi: Saranno dismessi i centri operativi di Padova, Bari, Bologna (Casalecchio di Reno) e Catanzaro. Attivi solo i presidi di Milano, Roma e Napoli.
Tagli ai settori chiave: I licenziamenti colpiranno comparto tecnico e area Engineering and service.
Cambiamenti contrattuali: Eliminazione dello smart working e del telelavoro per il personale rimanente.
Impatto anagrafico: I provvedimenti coinvolgono molti lavoratori over 50.


